Tullo Ostilio

Tullo Ostilio

Al Grande Numa Pompilio successe un altro Sabino, Tullo Ostilio "Il successore - di Numa Pompilio-, ancora sabino, fu un re guerriro, Tullo Ostilio"; AA.VV., Dizionario della civiltà romana, Roma 1990, p. 175. Da tenere presente che sono molto discordanti le versioni circa l'origine di Tullo Ostilio; c'è che dice che sia anch'egli di origine sabina e chi lo vuole romano di Roma e che suo nonno sia stato al fianco di Romolo nella battaglia contro i Sabini; Dionisio ricorda che Osto Ostilio (nonno si Tullo) era un ricco e valoroso sabino di Medullia trasferito a Roma. Dionisio, lib. II, p. 36. Aa.vv., Enciclopedia moderna illustrata, Milano 1928, Voll. X, p. 374. Re guerriero, conquistò Alba Longa, Fidene e Veio che costituirono il primo allargamento del dominio romano oltre le mura di Roma. Fu durante il suo regno che avvenne il combattimento fra Orazi e Curiazi, i rappresentanti di Roma e di Alba Longa che segno la prima guerra contro Alba, mentre la seconda, contrassegnata dal tradimento di Mezio Suffezio, segno la distruzione di Alba Longa , i suoi rappresentanti dilaniati con due carri lanciati nelle opposte direzioni e gli abitanti trasferiti sul Celio. Secondo la tradizione, i rapporti amichevoli fra Romani e la popolazione di Alba Longa, nei colli vicino a Roma, si erano guastati ed erano sorte controversie perché la gente aveva cominciato ad effettuare incursioni negli campi ed orti altrui, rubandosi reciprocamente raccolti ed animali. La risposta del re romano alle lamentele degli Albani fu che l'inizio della lite era stato opera loro. Questo re fece costruire la Curia Hostilia, che doveva servire per le riunioni del senato. Secondo una leggenda si dice che Tullo era così occupato con una guerra dopo un'altra che aveva trascurato ogni servizio verso le divinità. Una peste terribile si abbatté sui Romani. Anche Tullo ne fu colpito. Pregò Giove per avere il suo favore ed il suo aiuto. La risposta del dio fu un fulmine che venne giù dal cielo, bruciò il re e ridusse la sua casa in cenere. Ciò fu visto dai Romani come un'indicazione di scegliere meglio il nuovo re, un re che seguisse l'esempio pacifico di Numa Pompilio e scelsero Anco Marzio, il nipote di Numa Pompilio.

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